Spade Votive Nuragiche: Storia, analisi e ritrovamenti da Villasor a tutta la Sardegna!

Storia dei ritrovamenti delle spade votive nuragiche da Villasor a tutta la Sardegna: Come sapete mi piace andare sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e interessante, è il caso dei Quaderni Archeologici editi dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari e Oristano, che da tre anni pubblica anche online e con licenza creative commons, la sua rivista scientifica interamente dedicata alle attività di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico della Sardegna. Lo scorso 19 dicembre è stata pubblicata l’ultima edizione, quella del 2014, che è stata presentata ieri al Museo Archeologico di Cagliari, con un breve notiziario degli ultimi scavi e tanti tanti contributi e studi davvero interessanti e approfonditi.

Tra gli articoli che mi hanno colpito di più vi è lo studio dei 18 protonuraghi o nuraghi arcaici e 3 nuraghi misti, relativi al periodo Nuragico arcaico presenti nei territori comunali di Furtei, Nuraminis, Samassi, Samatzai, Seddori/Sanluri e Serrenti, situati nel Campidano centro-orientale, strutture che nella maggior parte dei casi sono risultate purtroppo assai degradate e in pessime condizioni, ma che aiutano meglio a comprendere – a mio parere – quanto i nuraghi fossero diffusi anche nel Campidano, malgrado per un occhio inesperto siano meno presenti che altrove. Bello anche lo studio sui gli aspetti insediativi nel versante orientale del Monte Arci tra il Bronzo Medio e la Prima Età del Ferro.

Altro articolo che ho trovato molto interessante è quello sulle dinamiche economiche della città romana di Nora nel corso dell’età augustea e del I sec.d.C., uno studio incentrato sui ritrovamenti di ceramiche sigillate, ovvero vasellame importato dal mondo italico e Mediterraneo, indice dei proficui scambi che vedevano al centro dei traffici l’antica cittadina sarda l’antico Nora. Spicca la presenza di esemplari collocabili tra la media età augustea e l’età neroniana.

Ma dulcis in fundo, la parte più interessante viene dall’analisi dei ritrovamenti di spade votive nuragiche in Sardegna, partendo infatti da su Scusorgiu di Villasor e da quell’autentico tesoro di 40 spade ritrovate nel 1979 in questo centro del basso Campidano – una delle spade ha persino una rarissima impugnatura, pensate che se ne contano solo quattro in tutta l’isola – , la studiosa Silvia Lo Schiavo prima analizza a fondo i reperti dal punto di vista tipologico, poi li confronta gli altri ritrovamenti simili di tutta la Sardegna, con tanto di ipotesi sulle tecniche di fabbricazione e sull’inquadramento cronologico. Viene anche affrontato il discorso della relazione tra spade votive e bronzetti nuragici in particolar modo in riferimento al simbolismo di questa peculiare forma di arma nuragica.

Di sicuro infatti non si trattava di armi funzionali, la lama è sottile – spessore tra i 3,4 e i 2,3cm – e troppo lunga – dai 141 ai 117 centimetri – rispetto alla base ridottissima e all’impugnatura quasi sempre assente.

spade-nuragiche-villasor

E’ probabile che le spade votive fossero fissate con la punta in alto alla sommità di templi e santuari, per aumentarne la visibilità e segnalare immediatamente la presenza di un luogo di culto. Altro aspetto interessante è che le spade votive vengono definite come “onnipresesenti” in Sardegna e  in quanto ne sono state ritrovate in tutta l’isola nei contesti più vari, a riprova , se ancora ve ne fosse bisogno, della una forte omogeneità culturale tra le genti nuragiche che abitarono l’isola nell’età del bronzo. Trovate lo studio scaricabile gratuitamente qui.

Insomma una pubblicazione davvero interessante che consiglio sia a chi debba aggiornarsi per lavoro, penso ad esempio alle guide turistiche, sia agli amanti della storia della nostra terra e dell’archeologia. Buona lettura a tutti!

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