Mar di Sardegna: No alle trivelle, bloccate le ricerche di idrocarburi della Schlumberger!

Mar di Sardegna, bloccate le trivelle: La prima battaglia nella lunga guerra contro le trivelle nei mari della Sardegna è vinta, l’assessore della Difesa dell’ambiente, Donatella Spano, ha infatti ufficializzato nella serata di ieri la decisione presa qualche giorno fa a Roma: “Si è conclusa con esito negativo la fase istruttoria della Commissione Valutazione Impatto Ambientale (VIA), del ministero dell’Ambiente, sul progetto di prospezione geofisica nel Mar di Sardegna, presentato dalla società texana Schlumberger, per la ricerca di idrocarburi”. 

La società texana aveva chiesto di poter effettuare le sue prospezioni alla ricerca di idrocarburi in un’area di mare molto estesa per  superficie di 20.922 chilometri quadrati, localizzata nel Mar di Sardegna, all’interno della zona marina “E”, a circa 24,3 miglia da Capo dell’Argentiera e a 33 miglia nautiche da Alghero, per arrivare giù fino a San Vero Milis, in un’area limitrofa al Santuario dei Cetacei Pelagos e interamente interclusa nella Zona di protezione ecologica delimitata con il DPR 27 ottobre 2011 n. 209, come evidenziato anche dalla Regione Sardegna nel suo parere negativo. Non l’unico in realtà, parere fortemente negativo anche da parte dall’assessorato della Difesa dell’Ambiente e dalle numerose altre osservazioni pervenute. Non lontano dall’area delle prospezioni si trovano anche le aree marine protette dell’ Isola Asinara, di Capo Caccia e dell’Isola Piana, e della Penisola del Sinis ed Isola di Mal di Ventre.

Di qui la decisione della Commissione VIA che, nella seduta del 7 novembre, ha espresso una compatibilità ambientale negativa sul progetto, basandosi sul principio di precauzione e sulla sensibilità dell’area. Il parere negativo è importante perché è ministeriale e arriva da Roma, visto anche che le competenze sulle autorizzazioni per le ricerche di idrocarburi – grazie al Decreto Sblocca Italia , il cui articolo 38 recita “si riconosce carattere strategico di pubblica utilità alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi“- sono state centralizzate, cosa che fa temere una maggiore facilità nell’ottenimento dei permessi a discapito delle popolazioni che abitano il territorio interessato.

In pratica la Regione Sardegna non potrà più decidere di bloccare le prospezioni sul proprio territorio, come avvenuto con il Progetto Eleonora. Insomma, bisogna mantenere massima l’attenzione perché non sarà il solo e unico attacco ai nostri mari incontaminati e al nostro suolo già abbastanza devastato da poligoni militari e inquinamento industriale.

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