Instagram Sardegna: Tanta Barbagia… ma non solo!

Instagram Sardegna: Sembrava dovesse fare chissà quanta pioggia la scorsa settimana, tanti allarmi e invece la pioggia è stata per fortuna moderata come vuole che sia il piovoso autunno sardo,  clima che non ha scoraggiato i nostri amici igers che come ogni settimana ci hanno da un lato raccontato cosa è successo in Sardegna, dall’altro sono partiti all’esplorazione della nostra isola, anche quest’oggi infatti abbiamo per voi tanti curiosi spunti fotografici per cominciare al meglio la giornata. Ma ecco le migliori foto della Sardegna degli ultimi 7 giorni su Instagram scelte dagli amici di Instagramers Sardegna tra tutte quelle taggate #igersardegna, le prime quattro sono state premiate come “pics of the week“, buona visione!

Lasciateci cominciare con gli auguri al mitico Gigi Riva per i suoi 70 anni, compiuti tre giorni fa – foto di www.goal.com:

gigi-riva

Magica veduta di Bosa dal castello Malaspina che la sovrasta, si notino i tanti colori di questa splendida cittadina adagiata sul fiume Temo – foto di @fedecong:

bosa-panorama-dal-castello

Chiesa di Nostra Signora di Cabuabbas a Torralba, non lontano dal complesso nuragico di Santu Antine – foto di @ch_ecco:

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Dettaglio del costume dell’Issohadore a Mamoiada, dove lo scorso weekend si è tenuta la tappa di Autunno in Barbagia – foto di @antonellafancello:

issohadores-mamoiada

Sapevate che ad Orgosolo c’è il laboratorio di Maria Corda? E’ l’ultima donna che alleva il baco da seta e ne ricava poi il prezioso tessuto de su lionzu, il copricapo del costume femminile – foto di @cantine_turritane:

bachi-da-seta-orgosolo

Tutta l’eleganza del costume tradizionale di Desulo in occasione de “La montagna produce“, sagra annuale che mette in mostra le bellezze del paese, gli abitanti contribuiscono a far rivivere la tradizione in ogni sua forma – foto di @nicomassafotografist:

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Ancora Barbagia, qui siamo sulle montagne vicino ad Aritzo, dove all’improvviso, da alcune rocce fa capolino un muflone, incuriosito dalla nostra presenza – foto di @grazia_sa:

muflone-ad-aritzo

Rimaniamo in zona, questa è invece l’antica casa Porru, a Toneri, rione storico di Tonara, è un gioiello della storia sarda. È una casa padronale composta da più di 40 stanze e persino una prigione. Nel dettaglio il piccolo ponticello che unisce le due grandi parti della casa divise da una via – foto di @nicomassafotografist:

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Andiamo adesso alla scoperta di un angolo poco conosciuto di Sassari, siamo infatti nel convento dei frati minori francescani di Santa Maria di Betlem, la cui struttura originaria – per quanto sia stata rimaneggiata più volte – risale al XIII secolo – foto di @valeriofor:

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Una delle tante torri costiere della Sardegna è quella di Cala d’Ostia nei pressi di Pula, nel sud ovest dell’isola – foto di @alessandrapolo:

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Sardegna e turismo attivo, qui siamo lungo il sentiero del “Giro del Calamaro” organizzato a inizio novembre con partenza e arrivo a Porto Rotondo, dove ci attenderà una croccante frittura di calamari – foto di @mtbgallura:

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Cielo sopra il porto di Cagliari durante l’instabile settimana scorsa – foto di @alessandrapolo::

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Nuova sfida per tutti gli igers in collaborazione con il quotidiano La Nuova Sardegna, l’idea è quella di raccogliere “dal basso” semplici suggerimenti su cosa fare in ognuno dei 377 comuni dell’Isola. Solo chi ci vive può dare i consigli più utili e le indicazioni migliori a chi viene da fuori. Poche righe, nessuna descrizione didascalica (stile wikipedia), ma consigli pratici che magari non si trovano su una guida turistica e che rispondano alla domanda: “cosa devo fare/vedere…” e simili. Quindi gli hashtag saranno ad esempio: #dafareacagliari, #dafareasassari, #dafareastintino:

da-fare-in-sardegna

Chiudiamo come sempre in cucina, Andrea ci racconta il suo piatto del cuore, preparato dalla nonna prima e la madre poi: “Ancor oggi è il ricordo legato alla mia infanzia. Il brodo di gallina ripiena. Il ripieno era preparato con la mollica del pane coccoi raffermo, uova, zafferano e lardo. Una meraviglia! Il ripieno, quando tutto era pronto, veniva fatto a fettine, bagnato con il brodo e mangiato insieme alla gallina“. A seguire ecco per voi la ricetta de su “su papassinu antigu” (o “de simula“) tipici di questo periodo in particolare (anche se poi si trovano tutto l’anno) – foto rispettivamente di  @italiafoodtravel e @pao986:

brodo-di-gallina-ripiena

pabassinas

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