Erbe aromatiche e piante officinali della Sardegna: Il Finocchio Selvatico!

Erbe aromatiche e piante officinali della Sardegna: Inauguro oggi una nuova sezione di questo blog dedicata alle erbe aromatiche e alle piante officinali della nostra amata Sardegna, come riconoscerle, dove raccoglierle, come utilizzarle in cucina e per cosa i nostri avi le usavano a fini officinali. Per darmi una mano, vista anche la delicatezza di questa sezione, ho chiesto aiuto ad un amico, un vero esperto del settore, si chiama Massimiliano Deidda ed è un biologo naturalista, nonché guida iscritta all’apposito albo regionale, che peraltro proprio domani – 8 novembre 2014 – inaugura il suo Corso di Aromaterapia e Oli essenziali.

Partiamo dal Finocchio o finocchietto selvatico (Foeniculum vulgare, o Fanugu in sardo, foto sopra):

Foeniculum-vulgare-KöhlerDove trovarlo e come riconoscerlo: Il finocchietto è una pianta spontanea, perenne, alta fino a 2 metri che cresce nelle campagne, colline e prati soleggiati. Lo possiamo riconoscere dai fiori giallini che – in estate – formano un ombrello dal caratteristico aroma dolce e gradevole che ci permette di distinguerla anche dalla Ferula (pianta che invece è tossica).

Usi del finocchio o finocchietto selvatico: Gli antichi popoli consideravano il finocchietto un’erba medicamentosa che ha trovato largo impiego come digestivo, diuretico ed espettorante (cioé che favorisce l’espettorazione, quindi l’espulsione dei muchi bronchiali). Oggi la pianta viene consigliata dai medici per le coliche nei neonati, anche se può essere utilizzato anche dagli adulti non solo per le coliche ma per turbe digestive, spasmi gastrointestinali, flatulenza e meteorismo; le sostanze presenti nel finocchietto sono attive anche per indurre e aumentare la produzione di latte materno.

Il finocchietto selvatico in cucina: In cucina viene impiegato per la preparazione di minestre, dolci e liquori, in particolare i semi, con i quali i greci facevano il pane.

Per i diversi usi se ne possono utilizzare sia i germogli, che le foglie – che ricordano il fieno, di qui il nome – , i fiori e/o i frutti. E voi lo raccogliete? Che parte della pianta utilizzate? Come? Che uso ne facevano magari le vostre nonne? 

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