Tombaroli a Mont’e Prama: Scavata nella notte una tomba, archeologi si pagano le guardie!

Tombaroli a Mont’e Prama: E’ emergenza a Mont’e Prama, approfittando della scarsa vigilanza del sito – nel quale è attualmente in corso una campagna di scavo da 200 mila euro delle Università di Cagliari e di Sassari – i tombaroli sono arrivati nella notte, hanno divelto il lastrone di granito da 100 chili di una nuova tomba appena ritrovata, l’hanno scavata a colpi di piccone spaccando lo scheletro ancora presente e trovando anche il tempo di rimettere tutto come l’avevano trovato, il che fa comprendere quanto abbiano “lavorato” in tutta tranquillità. Il fatto che sapessero con precisione dove scavare lascia perplessi.

Il mercato nero del traffico dei reperti archeologici è assai florido purtroppo in Sardegna, non c’è sito archeologico che non venga visitato e rivisitato più volte, spesso i tombaroli arrivano prima dell’archeologia ufficiale depredando tutto. Il caso degli scavi di Mont’e Prama lasciati incustoditi è esemplare delle difficoltà della Regione Sardegna di proteggere il proprio patrimonio dai vandali. Perché è vero che c’è fame, ma non è certo depredando ciò che abbiamo che migliora la nostra condizione.

Non sapremo mai se i tombaroli stavolta abbiano trovato qualcosa, magari di importante, bisogna dire però che già Lilliu – quando scavò il sito nel 1979 – trovò le tombe spogliate del loro corredo funebre, quindi è verosimile che i ladri di antichità del 2014 siano arrivati, pure loro, troppo tardi. E così mentre l’assessore regionale dei Beni Culturali, Claudia Firino si nasconde nel politichese annunciando di avere già attivato uno studio mirante a una soluzione “che non sia solo di risposta all’emergenza ma che, in tempi brevi, crei un sistema organico ed efficiente di protezione e vigilanza dell’intero patrimonio archeologico della Sardegna“, gli archeologi decidono di pagare da subito, di tasca propria, un servizio di vigilanza.

A Mont’e Prama si è ripreso a scavare dopo che le indagini dell’ Università di Cagliari attraverso un moderno georadar avevano messo in luce ben 200 mila anomalie nel terreno, probabilmente artificiali, il che lascia pensare a un grande santuario ancora interrato. Gli scavi appena ripresi hanno portato alla luce nuove frammenti di statue, anche importanti, in linea con i giganti già esposti a Cagliari e Cabras, ma anche nuove tombe. Per la precisione dopo le 18 tombe scavate nel 1975 – nella foto sopra – e le 34 del 1979, nel 2014 ne sono state già individuate altre 10 e chissà quante altre sorprese nasconde il terreno, tombaroli permettendo si intende!

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