Tartarughe Sardegna: Non si possono portare via come souvenir, denunciato turista!

Tartarughe Sardegna: Continuiamo con gli articoli che definisco educativi, perché spesso si commettono reati per il fatto stesso di non conoscere la legislazione in materia, il che però, come si sa, non excusat, se infatti è vietato e severamente punito asportare la sabbia dalle spiagge della Sardegna, da questa splendida terra è vietato portare via anche le tartarughe, che vivono ancora libere in natura e che molti turisti provano troppo spesso a  raccogliere come fossero un souvenir. L’ultimo ad essere denunciato – per maltrattamenti di animali e detenzione di animali protetti  – è stato un turista pugliese a Porto Rotondo.

Il quale dopo aver notato un bell’ esemplare –  lungo 30 cm – di Testudo marginata, non ha esitato a infilarlo nel portabagagli, ma ormai il pubblico è fortemente sensibilizzato e tutti hanno un cellulare o uno smartphone, perciò a scattare una foto e chiamare le autorità ormai non ci vuole nulla. Così è puntualmente successo.

Tartarughe sarde che sono state spesso oggetto di traffici illeciti, come quello sgominato lo scorso anno verso la penisola,  dopo 62 perquisizioni in tutta Italia che portarono a 26 rinvii a giudizio e che rischiano una pensa fino a 3 anni (i poveri animali venivano spediti per posta!), o il turista che fu bloccato nel 2011 con 80 tartarughe nel cofano, o ancora  il caso della signora di Aglientu, nella stessa Sardegna, che deteneva in giardino ben 42 tartarughe terrestri non dichiarate e che fu condannata al pagamento di 3400 euro ad animale, per un totale di 148 mila euro di multa.

Perciò a scanso di equivoci ricordo ancora una volta che le tartarughe sarde sono specie protetta e non posso essere portate a casa a proprio piacimento e che è rilevante penalmente l’acquisto di flora e fauna protette dalle normative internazionali priva di regolare certificato CITES (Convenzione Internazionale di Washington). Infatti come riporto dal sito del Corpo Forestale della Sardegna: “La vendita di esemplari di Testudo marginata (così come per gli esemplari di T. hermanni e graeca) può avvenire solo a determinate severe condizioni: l’esemplare deve essere nato in cattività di seconda generazione; l’allevatore deve inviare (per il tramite dell’Ufficio CITES competente per territorio) la richiesta di certificazione, corredata da tutta la documentazione di origine, alla Commissione Scientifica CITES del Ministero dell’Ambiente; questa, se valuta adeguata la documentazione fornita, richiede le analisi del dna dell’esemplare che vengono eseguite dall’ISPRA di Ozzano dell’Emilia (BO), unico istituto riconosciuto in Italia per tali analisi. Se l’esito è positivo, la suddetta Commissione autorizza l’Ufficio CITES competente per territorio al rilascio del “certificato di nascita” di esenzione dai divieti previsti dall’art. 8 del Reg. (CE) 338/97. Una volta ottenuto il certificato, l’allevatore può vendere l’esemplare in tutta la Comunità Europea“.

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LINKS UTILI:

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photo credit: Crux, CC BY-SA 3.0

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