Regione Sardegna esce dal Galsi. Addio al metanodotto per la Sardegna, e ora?

Che tirasse una brutta aria per il Galsi – il grande metanodotto lungo 900 km, dei quali 600 sotto il livello del mare, che avrebbe dovuto rifornire la Sardegna e poi l’Italia diversificando le fonti energetiche del paese – lo si era capito da tempo, da quando l’ Eni si era messo di traverso preferendo i progetti a est come il South Stream e il Tap (Trans Adriatic pipeline, che collegherà Italia, Grecia e Albania diventando il punto di arrivo del gas proveniente da Caucaso e Mar Caspio); da quando la domanda di gas si è dimostrata inferiore alle attese – come certificato anche dalla trasmissione Report di lunedì scorso circa i rigassificatori – , da quando anche la Sonatrach, compagnia di stato algerina e maggiore azionista della società del gasdotto aveva rinviato ogni decisione sul progetto, nel maggio 2013.

E adesso, capita l’aria, la Regione Sardegna ha deciso l’uscita della Sfirs dalla società, riscattando così gli 11 milioni di euro investiti nella Spa e rivolgendosi allo Stato per trovare altre soluzioni per portare il metano in Sardegna,  come ad esempio i rigassificatori, e per accelerare sul completamento della rete di distribuzione del gas.

Così lo stesso Pigliaru: “L’uscita da Galsi non può in alcun modo interrompere il processo di metanizzazione già avviato con la realizzazione, attualmente in corso, delle reti urbane di distribuzione del gas, il cui completamento richiede la costruzione di una dorsale di trasporto e delle relative reti intermedie di collegamento. Anzi usciamo da Galsi proprio per rilanciare la metanizzazione della Sardegna. Non possiamo continuare a stare fermi su un tema strategico per lo sviluppo della nostra regione“.

Fra cinque giorni, il 19  maggio è previsto il tavolo con il governo per definire interventi strutturali a carico dello Stato, tali da permettere alla Sardegna di avviare la metanizzazione anche senza il gasdotto dall’Algeria, con l’apertura a tutte le soluzioni tecnologiche, individuando quelle più favorevoli per l’isola. Il Galsi avrebbe dovuto ridurre del 40% la bolletta energetica dei sardi, speriamo bene per il futuro, ma l’impressione è che i tempi si allunghino, vista anche la crisi di bilancio perpetua proprio dello Stato, sempre che non si voglia puntare sul gas del Progetto Eleonora e del Golfo di Oristano. Strategia quest’ultima che nel caso mi troverebbe fermamente contrario.

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LINKS UTILI:

Il Galsi su Wikipedia

Sito ufficiale dedicato al progetto Galsi

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