Referendum 2016: Sardegna, valanga di NO, Renzi oggi si dimette

Risultati Referendum 2016: ben 31.997.916 milioni di italiani ieri – domenica, 4 dicembre 2016 – si sono recati alle urne in una straordinaria festa della democrazia (il 68,48 % degli aventi diritto), per esprimersi nel merito della riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi, oltre il 59% dei nostri concittadini ha deciso di rigettarla, votando NO. La Costituzione Italiana rimane quindi quella che è stata finora, ma si è trattato anche di un voto politico sul Governo Renzi che ne esce due volte battuto, per la percentuale di NO superiore persino alle attese e per l’alta affluenza alle urne, che hanno sancito quella che era un’impressione diffusa, gli italiani non voglio più Renzi che, con uno stile impeccabile e mai visto prima, oggi salirà da Mattarella per rassegnare le dimissioni. Ancora più netto il risultato in Sardegna, dove i NO hanno superato il 72% e dove l’ affluenza alle urne è stata del 62,45%.

Referendum 2016: i risultati in Sardegna:

  • Provincia di Cagliari: NO 73,78% – Sì 26,22%
  • Provincia di Oristano: NO 73,98% – Sì 26,02%
  • Provincia di Nuoro: NO 71,25% – Sì 28,75%
  • Provincia di Sassari: NO 69,63% – Sì 30,62%

Chi ha vinto:

Hanno vinto gli italiani, che hanno dimostrato di non essere ignavi e di credere negli strumenti della Democrazia diretta, andando a votare in massa proprio in un periodo storico nel quale stava crescendo la disaffezione verso le urne.

Hanno vinto i partiti e i movimenti assai eterogenei che si erano schierati per il NO, soprattutto quelli più antisistema, che meno avevano flirtato con il Governo Renzi, come il Movimento 5 Stelle.

Chi ha perso:

Ha perso soprattutto Renzi, che ha voluto personalizzare questo referendum trasformandolo in un voto sull’ operato del proprio Governo, una mossa temeraria, portata avanti fino alla fine, andando “all in“, o tutto o niente, alla va o la spacca. Altrimenti si sarebbe potuto scegliere di spacchettare i quesiti, per qualcuno avrebbero vinto i Sì, chi per esempio vuole tenersi il CNEL? Credo proprio nessuno. Invece si è scelto con un’operazione un po’ furbetta di puntare tutto sui costi della politica, sperando spingesse il popolo a votare compatto, con un quesito già nella sua forma poco chiaro e confuso. Bene, il risultato di Renzi non è malissimo, il 40% degli italiani approva il suo operato, ma era pura utopia pensare di raggiungere il 50% con tutte le formazioni politiche contro  e persino il proprio partito spaccato.

Hanno perso le banche, i grandi investitori, i grandi saggi alla Napolitano. Ha perso il vecchio estabilishment, tanto che una riforma costituzionale piuttosto radicale che avrebbe portato a un cambiamento è stato considerato come il vecchio che avanza. Ogni qual volta il popolo intuisce in che modo i così detti “poteri forti” vogliono che si voti, allora fanno il contrario. E’ successo nel Regno Unito con la Brexit e negli Stati Uniti con Trump, ora anche in Italia.

Hanno perso i mass media mainstream, le televisioni, i quotidiani, i giornalisti schierati in massa per il SI’ e a favore dei poteri forti e dell’estabilishment. Anche questa cosa dei sondaggi che sbagliano è una barzelletta, sono i media che decidono quali mostrarci e lo fanno cercando di indirizzare il nostro voto. E’ ormai chiaro che gli italiani, così come inglesi e americani, si formano le proprie idee su internet bypassando i media tradizionali che non contano più nulla. Hai voglia di fare ospitate da Vespa a Videolina, i risultato è che il popolo si irrita ancor di più.

Ha perso l’Europa, che dopo la Brexit deve incassare un altro risultato che va contro le proprie aspettative. E ha perso non perché gli italiani non siano europeisti, ma perché l’Europa che ci vendettero è assai diversa da quella che ci siamo poi trovati in casa. E’ l’Europa delle banche, dei poteri forti, delle segrete stanze, delle politiche economiche restrittive, della crisi economica perpetua, dell’incapacità di regolare l’immigrazione. Se l’Europa fosse stata quella che ci avevano promesso e gli italiani avessero avuto la pancia piena Renzi avrebbe trionfato con l’80% dei voti. Adesso il prossimo anno ci saranno elezioni in Olanda, Francia, Germania e  -quasi sicuramente – Italia e, a questo punto,  tutto può succedere. Non sono più in grado controllarci e questo è un bene.

A livello locale ha perso Pigliaru, grande sponsor regionale di una riforma istituzionale che avrebbe danneggiato la Sardegna, visto il plebiscito del NO nella nostra isola, anche Pigliaru dovrebbe fare – a mio parere – un passo indietro, mettendo fine ad un’attività di governo della Sardegna davvero deficitaria.

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