Scandalo Vitalizi: 4 mila firme in due giorni raccolte da L’Unione Sarda con la campagna #bastababypensioni

Scandalo Vitalizi Sardegna: Solo pochi giorni fa – nel corso dell’articolo che annunciava l’avvenuta pubblicazione sul sito del Consiglio regionale della Sardegna dell’elenco di tutti coloro che percepiscono un vitalizio (per una spesa totale di 18 milioni di euro) – mi chiedevo come fosse possibile che di fronte allo scandalo dei vitalizi, un popolo esausto per la crisi economica qual’è quello sardo, non fosse sceso in piazza davanti alla sede della Regione. Deve averla pensata così anche L’Unione Sarda, il quotidiano più letto di Sardegna, che subito ha lanciato la sua campagna online, con hashtag #bastababypensioni, per chiedere l’ immediata applicazione in Sardegna del decreto Monti, che sancisce l’impossibilità di accedere al vitalizio prima dei 65 anni, con l’esclusione di chi ha iniziato a percepire l’assegno prima dell’entrata in vigore del provvedimento nazionale.

E in soli due giorni son fioccate le adesioni che anno già raggiunto le 4 mila firme e che verranno recapitate al Consiglio regionale nella giornata di oggi, ma la raccolta prosegue a oltranza fino all’ottenimento dell’obiettivo, per aderire basta mandare una mail all’indirizzo –> bastababypensioni@unionesarda.it. Anche il presidente della Regione Pigliaru si è detto d’accordo con un eloquente “Sono assolutamente contrario al vitalizio, di qualunque età si parli. È un privilegio, dunque è un’inaccettabile e anacronistica stortura da abolire. Le regole devono essere uguali per tutti“.

Tra gli aderenti anche il presidente dell’assemblea regionale Gianfranco Ganau – come da screenshot del tweet proprio de L’Unione Sarda – ,  a tanti dei nuovi eletti nel parlamento regionale, loro no, non vedranno alcun vitalizio.

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