Ricci d’allevamento in Sardegna per combattere lo spopolamento lungo le nostre coste

E’ cominciata domenica scorsa, il 1 novembre 2015, la stagione di pesca dei ricci di mare in Sardegna, con i tavolini dei ricciai di su Siccu affollati come sempre da cagliaritani e non, per una delle tradizioni cagliaritane più sentite e apprezzate. Rimane solo un problema, i ricci scarseggiano, tanto che negli ultimi anni si è assistito persino a risse, penso all’oristanese tra pescatori locali e cagliaritani, accusati questi ultimi di depredare le acque del golfo di Oristano.

Che i ricci siano molti di meno di qualche anno fa è un dato di fatto sotto gli occhi di tutti, proprio per la pesca eccessiva (malgrado sia regolamentata), anche perché il tasso di crescita naturale di questa specie è molto basso e richiede quasi due anni affinché raggiunga la taglia pronta per il mercato partendo dallo stadio giovanile. Come rendere più sostenibile la pesca di questa prelibatezza culinaria assai ricercata nel Mediterraneo ma anche molto più lontano (come in Giappone ad esempio)?

Allevamenti di ricci di mare per combattere lo spopolamento?

La risposta potrebbe venire dagli allevamenti di ricci delle specie eduli Paracentrotus lividus – il così detto il riccio viola mediterraneo, o riccio femmina – e Strongylocentrotus droebachiensis – , anche se tale sistema di acquacoltura è al momento ancora poco sviluppata. Già dal 2014 è partito però a Cagliari il progetto un progetto di due anni (in ambito FP7 Capacities, progetti indirizzati alle SME), intitolato “Research & technological development to improve economic profitability and environmental Sustainability of sea Urchin farming“, guidato dall’ Università di Genova e teso a cercare di ottimizzare la fase di crescita e consentire di allevare i ricci a mare sin dalle taglie più piccole.

riccio-mare

Le prelibate uova del riccio di mare femmina

Allevamenti di ricci di mare in Irlanda:

Uno dei paesi più avanzati nell’allevamento di echinodermi e nei progetti di ripopolamento è l’Irlanda, dove i rappresentanti dei pescatori subacquei professionali, l’Agenzia Laore e l’ assessorato regionale all’Agricoltura sono andati di recente a visitare gli impianti di Bantry, Dublino, Wexford, per apprenderne le tecniche utilizzate e con lo scopo di adattare tali esperienze alla realtà sarda (ne parlava l’Unione Sarda di due giorni fa).

Ecco chi partecipa al progetto:

Il progetto vede la partecipazione di 7 SME da Islanda, Irlanda, Italia ed Israele: Thorisholmi Ehf e Saebyli Ehf (Islanda), Dunmanus Seafoods Ltd ed Abalone Chonamara Teoranta (Irlanda), Cedimar Srl e Gigante Srl (Italia), Ardag Ltd (Israele). SME che a loro volta supportate da altrettanti partner RTD: Nofima As (Norvegia), Scottish Association for Marine Science (UK), Matis Ohf (Islanda), Università di Genova e di Cagliari e CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia), Israel Oceanographic and Limnological Research Limited (Israele).

RICETTE, NEWS E SAGRE SUI RICCI DI MARE IN SARDEGNA:

Risotto con carciofi e ricci di mare

Un successo la Focaccia ai ricci più lunga del mondo ad Alghero!

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