Solstizio d’Estate: La Notte delle Streghe in Sardegna!

Solstizio d’Estate e Notte di San Giovanni, la notte delle streghe in Sardegna: La parola solstizio significa fermata del sole, nel suo moto apparente sulla volta celeste l’astro percorre il suo massimo arco verso nord est, per poi fermarsi e tornare verso il punto cardinale est questa è la spiegazione astrologica ma per tutto il mondo la notte del 23 giugno è la notte magica per antonomasia. Nel solstizio d’estate infatti si fondono antiche credenze e tradizioni popolari divenendo la festa solare per eccellenza, è la notte dove il sole vince sulle tenebre e quindi il bene ha la vittoria sul male. In questa notte le pietre e le erbe e la stessa rugiada, l’acqua si caricano di virtù e le erbe raggiungono il loro massimo potere. È la notte della magia dell’impossibile: è la notte delle streghe o janare, esseri che ci ricordano le nostre deine o sciamane. È una notte straordinaria che ha ispirato grandi opere e innamorati. Shakespeare ci regala sogno di una notte di mezza estate, ma è anche la notte che sancisce i patti di sangue nei comari dei fiori.

Ma cosa succede nella notte tra il 23 e il 24 giugno?

notte-san-giovanni

Ci concentreremmo sulle usanze prettamente isolane anche se ne abbiamo testimonianza appunto in tutto il mondo. La notte delle streghe, si diceva, ma anche la notte per trarre pronostici o prendere erbe che curano  o tenere lontano gli spiriti del male. Quasi ovunque si accende un grande fuoco, questo ci ricorda il fuoco di Sant’Antonio, fuoco che purifica e che viene saltato per tre volte.

Falò e bagni rituali:

E’ la Notte di San Giovanni, nell’oristanese è in uso accendere fuochi  per antiche divinità solari, alla vigilia del 24 si preparano con arbusti di fave piselli orzo  o con la biondella Helichrisum, un erba che con il suo forte profumo dovrebbe tener lontane le streghe. A Sassari si diventa compari saltandolo con i mignoli incrociati e dicendo “compari siamo se lo vuole san Giovanni”, ma usanze simili si registrano ad Alghero e in tutto il nord ovest della Sardegna. Fino a poco tempo fa ancora ci si immergeva nudi nei fiumi sacri, per guarire da alcune malattie. I testi ci dicono anche che la notte di san Giovanni ci si recava in campagna senza indumenti per attingere in silenzio l’acqua da un fonte speciale per curare la rogna.

La raccolta delle erbe:

Ma è anche la notte nella quale si raccolgono le erbe officinali e medicinali. Ci si sveglia all’alba del 23 e, prima che il sole sorga, si colgono le erbe e  si prende l’acqua da 9 fonti ( numero che indica il superamento della creazione) e con questa ci si cura o ci si lava. A Orgosolo con le erbe prese nella notte di san Giovanni si fanno delle punghe, sorta di amuleti, chiuse in un sacchettino di seta da tenere sempre con se.

piante-officinali

La notte delle streghe, ecco come difendersi:

Il conflitto tra paganesimo e cristianesimo ancora si legge in tante credenze, come quella secondo la quale nella notte di san Giovanni non si dovrebbero mai concepire dei figli, perché diventerebbero fate e stregoni. La tradizione popolare ci spiega anche come  tenere lontano le streghe:

  • Ponendo dietro la porta sette spighe;
  • Tenendo dietro la porta di casa un sacchetto di chicchi di granturco;
  • Appoggiando dietro la porta di ingresso un ramo di fico;
  • Sistemando dietro la porta di casa il “ grano dei sepolcri”. Si tratta di piante di grano cresciute al buio e che di conseguenza con le foglie o gli steli bianchi. Queste piantine devono essere prese da una chiesa cattolica dove son state dal  giovedì al sabato santo per adornare il  cosiddetto sepolcro di Cristo. Su nenniri insomma. La pianta bianca, il fiore dei sepolcri che veniva adornato da fiori di carta colorata, guarda caso gli stessi con i quali venivano fatte le corone per i morti. Una tradizione simile, legata a su Nenniri per San Giovanni, è rimasta molto forte a Bari Sardo, in Ogliastra.

su-nenniri

Ammesso e non concesso che si voglia ancora difendere dalle così dette fattucchiere, crescono infatti le schiere di coloro che stanno riscoprendo gli antichi riti delle nostri avi e delle nostre janas, specie nella notte nella quale la luce sconfigge le tenebre e il bene sovrasta male. Lasciateci pure un vostro commento in proposito e raccontateci fra i commenti le tradizioni del vostro paese e i racconti dei vostri nonni.

Vi ricordo che potete seguire questo blog anche su FacebookTwitterGoogle+.

——————

stregoneria-in-sardegnaSimonetta Delussu nasce a Tertenia, laureata a in lettere e filosofia a Roma, consegue il dottorato sugli usi e costumi sardi a Mainz, in Germania ed è ora insegnante di liceo.

Ha al suo attivo diverse pubblicazioni, tra le quali “Stregoneria in Sardegna” e “Il delitto d’onore in Sardegna“, oltre a libri di poesia, gialli e romanzi. Ha ottenuto pure il riconoscimento della giuria al premio San Giorgio.

——————

Altri articoli di Simonetta Delussu su questo blog:

Alle origini di Halloween in Sardegna, da is Animas a su Mortu Mortu

Fuochi di Sant’Antonio in Sardegna, origine e significato ancestrale

Introduzione al Carnevale barbaricino e al suo significato!

Fuochi di Sant’Antonio 2015 a Seui: Anche un grande fallo in processione per invocare la prosperità!

photo credit: Le foto dell’articolo sono state scattate dall’autrice nel corso dei riti delle raccolte delle erbe ai quali ha partecipato. Video dal Canale Youtube di Paolo Calaresu.

loading...
Loading...
  • Commenta adesso

    Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.